L’importante è avere un ombrello

Sono molto affezionata a un ombrellino viola, che ho ormai da alcuni anni.

È piccolissimo: basta appena per la mia testa, forse per un’altra (ma deve farsi stretta stretta alla mia, e prepararsi a infradiciare il resto).

Lo infilo sempre in borsa, chiuso nella sua custodia dello stesso colore. Anche se c’è il sole, che non si sa mai.

Compagno fedele di mille viaggi, mille sorrisi e tristezze. Mille passi. Mille pensieri.

Ma, un giorno, l’ho dimenticato.

Ero uscita mentre una voce diceva: “sta per iniziare a piovere”. E infatti, poco dopo, una pioggerellina sottile ha cominciato a scendere. E io, che mi ero appena lavata i capelli, ho subito aperto il mio salvavita (e salva capelli puliti) di stoffa sintetica, tranquilla e serena.

Poi, è sparito.

Me ne sono accorta solo alcune ore dopo. Dopo quella che ricordo come una delle giornate più belle e felici. Quando sono rientrata, e dell’ombrellino era rimasta solo la piccola custodia spiegazzata in fondo alla borsa.

Dopo ancora, invece, sarebbero arrivati alcuni fra i giorni più brutti della mia vita. Sono fermamente convinta che parte della responsabilità sia di quell’ombrello: perché l’avevo abbandonato, perché non era più con me. Perché non ci sarebbe stato più nulla a proteggermi dalla pioggia. Quella che c’era fuori e quella, terribile, che avevo dentro.

Ciò che ancora non sapevo, è che di lì a poco qualcuno me l’avrebbe restituito. Qualcuno che l’aveva raccolto, custodito, per rendermelo integro e perfetto così come l’avevo lasciato. Restituendomi anche il sereno.

L’ombrello viola era lì, di nuovo fra le mie mani, pronto a riunirsi alla sua custodia. Pronto per nuovi viaggi e nuovi giorni. Per nuove piogge e nuove tempeste.

E oggi, non so se camminerò da sola o se ci sarà qualcuno che terrà la sua testa stretta stretta alla mia, senza curarsi di infradiciare il resto. Ma so che quello che conta, alla fine, è avere un ombrello. Di qualsiasi forma e colore. Anche sbiadito o con le aste mezze rotte.

Un ombrello che mandi via la pioggia, quella dentro e quella fuori. Che ripari dalle tempeste. E che riporti il sereno.

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