Dawson’s Creek for dummies: cos’ho imparato dal telefilm più “pipposo” di sempre

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Eh già, non si può certo dire il contrario: Dawson’s Creek è stato uno dei telefilm per teenager più seguito di sempre, ma anche il più “pipposo”.
Le storie quotidiane tra l’omonimo protagonista, l’amica e vicina di casa Josephine-detta-Joey, la stronzetta bionda che poi si rivela la più simpatica di tutti Jennifer-detta-Jen e il solo dotato di una certa ironia ma purtroppo sempre considerato l’ultima ruota del carro Pacey era costellata di pippe mentali che neanche in una vita di sedute dallo psicologo.

Come ne usciamo, Dawson?

Complici le repliche estive che hanno riproposto il telefilm a 13 anni (!) dall’ultima puntata in fascia post prandiale e qualche giorno di ferie, aidonuanaueiii (per chi non lo sapesse/ricordasse, ascoltare la sigla) ha fatto nuovamente capolino sul mio schermo tv. Incredibile ma vero, ne ho ricavato qualche regola buona. Da applicare nella vita – esageriamo! – e, perché no, anche nel lavoro.

Cos’ho imparato da Dawson’s Creek

[Joey] Pensa come una tigre, ma quando serve fai la gatta morta.

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Perché sì: la bella, pallida, tanto brava ragazza e secchiona Joey sembra la classica fidanzatina della porta accanto, ma all’occorrenza sa bene tra quali costole piantarti le unghiette rigorosamente senza smalto. Ne hanno fatto le spese più o meno tutti i protagonisti della serie: vedere per credere. Alla fine, dietro quell’aria da santarellina c’era una tigre pronta a saltare addosso a chi si fosse messo sulla sua strada. Salvo poi guardarti con quegli occhioni dolci e sbattere un po’ le ciglia per farti dimenticare tutto in meno di mezzo secondo. In effetti, qualche volta nella vita può servire anche un po’ di gattamortaggine  (ma, almeno, cerchiamo di farlo con un briciolo in più di simpatia).

[Dawson] Attenzione: i sogni possono avverarsi.

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Il povero Dawson, che in pochi anni subisce davvero di tutto (dai tracolli sentimentali alla morte del padre) e che il primo giorno di lezioni all’università si presenta con un quaderno di E.T., alla fine realizzerà il sogno della vita. Buona parte di noi si sta ancora chiedendo come, ma tant’è. Si potrebbe chiamare lieto fine, ma attenzione: pensateci bene prima di vedere i vostri sogni che magicamente si avverano. Perché le cose che vogliamo fanno molta più paura di quelle che non vogliamo.

[Pacey] Nella vita ci sarà sempre chi ti farà sentire un fallito, ma la ruota gira.

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Che non è solo un modo di dire: è una grande verità. Oggi a me, domani a te. Ed è così che il sempre sottovalutato con-la-faccia-da-orsetto Pacey alla fine troverà la sua strada conquistando anche il cuore della bella Joey (vedere ultima puntata). [E, nella vita, nientepopodimeno che quello Diane Kruger – almeno fino a poco tempo fa. La ruota ha girato ancora, evidentemente.]

[Jen] Be yourself… no matter what they say.

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C’è bisogno di spiegarlo, questo? Jen è la sciacquetta biondina, la ribelle, la stronza, la t******a, la mezza alcolizzata, quella che sceglie le amicizie e i ragazzi sbagliati. Poi a un certo punto si redime, diventa brava ragazza ma con personalità, ha un migliore amico gay che la adora, torna ad andare d’accordo con la nonna, si iscrive all’università, apre una galleria d’arte eccetera. Ma… zac! Finisce male. Molto, molto male. E non se lo meritava. Personalmente ho pianto calde lacrime (di nuovo, vedere ultima puntata), eppure lei resta la mia preferita. Per un’intera vita mi sono sempre sentita la Joey della situazione, per poi scoprire che, in fondo, mi sarebbe sempre piaciuto essere una Jen in versione castana. E tirarla fuori un po’ più spesso, questa Jen che ti fa essere te stessa anche quando è decisamente fuori luogo. Ma se non fosse così, dove starebbe il bello? [Nota a margine: poi sei diventata pure un’attrice super, alla faccia di Jen-la-stronza].

Insomma, Dawson’s Creek a qualcosa è servito. Se non altro, ai meme e alle gif animate.

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