Perché scrivo (sì, anche per gli altri)

Sono nata reggendo con una mano un libro e con l’altra una matita.

Questo, naturalmente, nella versione poetica della cosa.

In realtà, racconti molto più attendibili narrano di una bimba poco dedita al sonno che si addormentava dolcemente se cullata dalle fiabe (e dai dischi dei Pink Floyd, ma questa è un’altra storia). Da lì il mio folle amore per i libri e le parole.

La matita arrivò qualche anno dopo. All’asilo, nel rispetto della tradizione, non ne volevo sapere di dormire. Le suore, ormai disperate, si trovarono davanti a due possibilità: sciogliere del sonnifero nel succo di frutta, oppure trovare un sistema per farmi stare buona e digerire in santa pace il pranzo – cosa peraltro semplicissima, considerato quello che (non) mangiavo. Arrivò così la matita. E arrivarono i miei primi disegni.

Mi innamorai subito di quell’arma appuntita che lasciava magicamente segni a contatto con la carta.

Così, molto presto, decisi di trasformare casette, alberi e prati soleggiati in lettere e frasi.

Da quel giorno, continuo a non dormire il pomeriggio (a volte nemmeno la notte, per la verità) e a preferire al sonno le parole, scritte da me, da altri o per gli altri.

Per amore delle parole degli altri ho aperto un blog, ormai parecchi anni fa, che si chiama Personal Librarian. Sì, lo so: era il periodo dei Personal shopper, Personal qualsiasicosa, X Y Z, ma ormai mi ci sono affezionata. È la mia biblioteca virtuale, in cui racconto libri e letture quando ho voglia (e tempo!) di coccolarmi. Se volete anche voi una coccola letteraria, vi aspetto lì.

Per amore delle parole scritte da me, invece, ho dato vita a questo sito che porta il mio nome – anche questa è una storia che un giorno racconterò – e in qualche modo ho anche rivoluzionato la mia vita, soprattutto lavorativa.

Le parole scritte per gli altri sono infine quelle che, oggi, mi danno da vivere e mi permettono di essere (finalmente) soddisfatta del mio lavoro. Sì, perché oggi il mio mestiere è scrivere per gli altri, dando voce alle loro storie, raccontando attività, prodotti, aziende con le parole giuste e farle viaggiare perché arrivino a destinazione. Una fatica? Sì, perché non basta amare la scrittura e conoscere bene la grammatica. Un privilegio? Anche, perché raccontare con la voce di altri e mettersi nei panni di qualcuno che non sei tu, facendo uscire tutto il bello che c’è in una realtà diversa dalla tua, è davvero un grande privilegio. E una continua sfida.

Amo definirmi un’artigiana della scrittura, e anche se oggi ho trasformato questo piacere in una professione, non dimentico mai la bambina che con una matita sognava.

Ecco perché, che si tratti di scrittura creativa, di un documento aziendale o di una caption su Instagram, quello che cerco di metterci è sempre il cuore.

 

Vorresti raccontarti in maniera autentica, con parole che ti rappresentino davvero?

 

Ti aspetto!

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